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Liz

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Sono una persona un po' particolare, anche se non ho ancora scoperto se sia una cosa positiva o negativa..
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Fear and Loathing...

... perfettamente in equilibrio tra il cielo e l'inferno

se l'astrologia non mente..

una mia carissima e moooolto saggia amica ha ben pensato, conoscendo la mia passione per l'astrologia, di mandarmi un profilo astrologico un tantinello alternativo rispetto ai soliti..
Lo post, giusto per darvi un'idea, così almeno sapete con chi avete a che fare!

I difetti del Capricorno
I Capricorno sono individui satanici, ambiziosi, rancorosi e permalosi.
Ma attenzione a non sottovalutarli perchè hanno una pazienza certosina
che gli permette di aspettare a lungo per poter soddisfare la loro
sete di vendetta.
La loro pazienza, unita alla smania di dominio su tutto e tutti,li
mettono presto all'opera.
Solerti e infaticabili, sono sempre presenti, fanno di tutto, in
special modo ciò che gli rende denaro che per loro è sinonimo di successo.
Se per disgrazia sposano un travet, siate certi che presto riuscirete
a trasformarlo un un avveduto uomo/donna di prestigio.
Niente è impossibile a loro.
Il loro contrario è l'individuo molle e abulico che si fa usare come
uno straccio vecchio meditando nel silenzio della loro notti insonni
la feroce vendetta.
Se invecchiano male diventano brutti tanto da fare spaventare i
bambini per la strada, si spaventao pure gli amici e nemici che li
lasceranno completamente soli a meditare sul fallimento della loro vita.
Si riscattano solo sessualmente, a vederli non si direbbe ma sono
ardenti amanti con una giusta dose di sado-masochismo.
Invecchiando migliorano.

dove risiede il fascino?

E' da un paio di giorni che me lo chiedo... dove risiede il fascino?!
Quella sottile scia che ti permette di seguire qualcuno senza conoscerne il nome e il motivo. Il labile confine tra la volgarità ostentata e la sottile seduzione. Dove risiede il fascino?! Avrei bisogno di capire dove si trova il mio. Se c'è... Un tempo pensavo che si trovasse tutto nel cervello ma credo che non basti alla sopravvivenza della mia autostima. Devo andare a caccia, stanarlo e rimetterlo in prima fila, perchè la competizione è troppo serrata per mollare ora. La competizione, intendiamoci, è in primis con me stessa. Ho deciso che voglio provarmi di avere fascino, una sorta di suicida mission impossible oltre la pagliaccia che sono solitamente.

Quindi e sia, l'analisi abbia inizio.. dov'è il fascino? il vostro, il mio... dove??

farneticazioni

Soltanto riuscire a dire due parole connesse da un filo logico. Poi tutto sarebbe finito e potrei finalmente scappare a nascondermi dietro ad un dito come ho sempre fatto. Smettere di brillare senza sentire il bisogno di luce riflessa, smettere di pensare perchè ho perso il controllo della mente.
Solo un respiro, uno solo, e tutto sarà finito.

E attorno tutto è acquoso e salato, appiccicata alla pelle non ho altro che la mia stessa voce. Potrei scrivere per ore solo della confusione che ho nella mia testa e lo stesso non sarei appagata. Provare a danzare e a sentirmi leggera, fingere di non essere io e guardarmi come una maschera di cartapesta. Colorare, perchè no, le mie bugie con brillanti sfumature e ridere di chi ancora mi sta ad ascoltare come se fossi un cantastorie da due soldi.
Cosa manca per ritrovare un brivido?! Vivo da troppo tempo in un torpore che spegne le ambizioni e non mi lascia riposare.
Via di fuga.

Mai nessuna meraviglia potrà più toccarmi...

Penso sempre di avere una cultura decente. Abbastanza sopra la media. Quanto basta per farmi sopravvivere senza essere schiacciata. O senza rimanere a bocca aperta e lasciarmi fregare da non so quale argomento durante una conversazione.
Il che è abbastanza supponente, lo ammetto.
Però poi mi rendo conto che passo metà del mio tempo a nascondere quello che sono. Bella mossa, eh?!
Mi accorgo che l'immagine che dò di me non è sempre esattamente quella che sono, come l'ombra cucita malamente addosso a Peter Pan: gli appartiene, questo è vero, ma gli sta scomoda e prude pure un po'. E' una scelta quasi inconsapevole, o uno stupido meccanismo di difesa, non lo so, so solo che mi dispiace. Perchè potrei fare di più e dare di più, mentre invece mi autolimito, per paura di essere fuori dal coro o di essere "troppo". La maggior parte delle persone che ho frequentato mi ha rovinosamente mollata adducendo alla scusa che per loro ero "troppo"... non un troppo di cosa definito, un troppo di tutto che non li faceva sentire adeguati. Non ci servirà Freud per capire che la reazione di repressione interiore è ovvia conseguenza.
Odio avere paura. Di che poi?! Mah.. Solo che so che è più facile fare la cazzara e far ridere la gente che scendere a patti con un personaggio complicato come quello che sono.
Davvero difficile. Forse dovrei girare distribuendo delle schede bianche di valutazione per sapere davvero cosa gli altri vedono in me. Contando poi che ne prenderei in considerazione davvero pochine, sapete com'è, colpa della corazza...


Troppo stanca
per pensare
forse ero al punto di capirci qualcosa
Non so più
parlare
forse è perché non ho niente da dire

Non volermi male

Quante cose
per le mani
in questo inspiegabile groviglio d'intenti
Reggo con fatica
le orrende e infondate accuse di ieri

Non volermi male

Certe volte
l'importante è vedersi più belli
Quanto basta
per sentire che il mondo è vicino
e non è perfetto

Ammaliante percezione…
la notte conserva preziosi consigli
Non so più domare
gli istinti repressi da logiche incerte
Non volermi male

Certe volte
l'importante è vedersi più belli
Quanto basta
per sentire che il mondo è vicino
e non è perfetto


sono una persona poco seria

Il mio silenzio è sempre ampiamente motivato.
Potrei continuare il mio filone narrativo sul tempo. Il tempo che mi manca, il tempo che mi scorre addosso come pece, il tempo che vorrei passare a fare quello che mi piace. Il tempo che vedo sprecare agli altri (cosa che mi irrita all'inverosimile), il tempo di attesa per una svolta significativa, il tempo che intercorre tra le mie idee.
E se Ligabue cantava "non è tempo per noi..."  i Muse rispondevano che "time is running out" e per nessun  nano canterino e parruccato è "il tempo delle cattedrali"... Se ve lo state chiedendo la risposta è sì, sto impazzendo. Vorrei vedere voi, a scrivere una tesi di laurea in due settimane! Sopratutto se tale tesi tratta del venerabile Rat-Man, a cui cercare di dare una parvenza di serietà accademica è impresa titanica.
Auguratemi in bocca al lupo.. dottore dottore dottore dal buso del cul!



quanto tempo è passato ormai..

Ci sono giornate come questa in cui mi ritrovo catapultata in mezzo a persone che non vedo da una vita e che decidono di comparire come spettri in una sequenza mal orchestrata.
Ma se alcune amicizie abbozzate e affini fanno piacere, altri incontri inattesi e non più richiesti scavano un buco nell'animo e danno da pensare. Quando ti trovi di fronte delle persone che un tempo per te erano tutto, la tua famiglia, le tue guardie del corpo, le tue sorelle e sai che loro si aspettano qualcosa da te, beh, è difficile non indossare una corazza. Io non sono più la persona che ero e che loro non conoscevano, non dico di essere migliore o peggiore, semplicemente diversa. E mi dispiace che di fondo mi considerino una cinica bastarda, che si è lasciata tutto e tutti alle spalle. Trovo difficile essere credibile con chi mi ha fatto silenziosamente del male (e non me l'ha mai detto in faccia) ma che a distanza di tanti anni mi ricopre di moine pensando che io abbia dimenticato. Io non dimentico, cancello semplicemente dalla mia vita. Non riesco a fare sorrisini, non riesco a ridere e scherzare rimembrando i bei tempi che per me sono stati una prigione. Non ero io, non mi riconosco più.
E allora non obbligatemi a fingere, vi prego, non esiste più quella complicità, non siamo più ragazzine piene di sogni e di illusioni. Ho smesso di fidarmi da che me ne avete dato motivo, ho smesso di illudermi e mi va bene così. Soprattutto voglio scollarmi di dosso quell'immagine, che era una maschera per sopravvivere.
Dio quanto odio i rigurgiti dal passato..

attenti al demonio..

Mmmmh.. il buon Ratzinga ha deciso di dire la sua anche con questo inizio dell'anno, ammonendoci di stare in guardia dal demonio! Paurissssima.. perchè chissà mai che il demonio si nascondesse dietro il respiratore artificiale di Welby, dietro Pannella che fa lo sciopero di fame e sete, dietro il vostro vicino di casa che non vi saluta sulle scale! Eh già, di tutti i guai di questo povero mondo il demonio è davvero il principale! Però, ditemi se sbaglio, anche a voi non è parso un po' strano che la Chiesa se ne sia stata zitta zitta di fronte all'abominio della pena di morte?!
Non ci sono attenuanti che tengano: non si fa! Un vero castigo sono i lavori forzati, la mancanza della libertà in galera, il peso delle proprie colpe. Non la morte. Soprattutto se ad avvenuta notizia della repentina dipartita di Saddam il Paese che si proclama portatore di Civiltà e Ragione mostra compiaciuto il suo Presidente che festeggia, brinda e fa scoppiare mortaretti. Salvo poi lavarsene le mani dando la colpa al tribunale iracheno brutto e cattivo. Che forse risiede in Texas.. mah!
Dov'è qui il demonio? Non è forse più credibili indignarsi davanti ad un omicidio del genere (ripreso col telefonino e bombardato -ahahah che ironia linguistica- su tutti i media per giorni) piuttosto che per un medico che aiuta a morire un poveretto, per giunta laico e destinato ad un'esistenza infame?! Cosa ha da dire la Chiesa?
Ma no, meglio starsene zitti, indicare come colpevole il demonio.. quello che forse aveva raccontato la favolaccia di quegli strani campi dove bruciavano le persone..

Bilancio sbilanciato..

Inizia un nuovo anno.. festa, festeggiamo! Sono più vecchia di un anno (che data disgraziata per compiere gli anni) ma l'importante e non dimostrarlo.
Per una volta non ho fatto nè bilanci nè buoni propositi, almeno così eviterò la frustrazione di non aver attuato i secondi e di aver sgarrato i primi. Però ho tanti ricordi, di questo 2006, alcuni terrificanti ma altri davvero belli. Alla fine c'è sempre del surreale con cui fare i conti, ma mi ci destreggio bene. Mi spiace solo nel nuovo anno portarmi dietro l'ipocrisia delle persone, l'indifferenza di chi finge di starti accanto, l'ignoranza ostentata e la maleducazione. Ma suvvia, non pensiamoci... ci sono un sacco di cose per cui gioire, e certi squallidi individui non sanno che per merito loro io brillo ancora di più.
Auguri...

prima che si voltasse indietro a guardarmi

"Ti ho visto e ho visto negli occhi brillare la tua felicità. Accarezzarla mi è piaciuto. Il paradosso vuole che il tuo calore mi investa e sia l'unica cosa degna in questo giorno ignobile.
Dolce.. Il tuo sorriso mi ha penetrato, e avrei vagato per l'eternità nelle vie cittadine poco affollate, esplorando negozi e unificandoci.
Sento che non sono fantasmi di quell'amore passato, ma solo una lontana comunanza di anime, che ci ha sempre tenuti legati. E che mi mancava.
So quanto sei speciale, e quanto io ami la tua essenza, se solo non fosse infarcita di egoismi e pretese inamovibili. Ma oggi non voglio pensare ai tuoi lati bui, ho già troppa tristezza nell'animo. oggi c'è solo il tuo sorriso e il modo in cui mi hai fatto sentire.
Sei una delle poche persone che del tutto sta bene con me, per cui sono indispensabile. E' un onere esserti indispensabile, lo so, ma in fondo non mi dispiace, mi fai sentire fantastica, bellissima. Quel profumo mi strega e mi inebria.

Narciso come un fiore. Narciso quella musica ogni tanto che uccide di amore le paure. Narciso la scoperta dei sensi e il dolce ricordo di un abbraccio quando sento così freddo. Narciso che non mi lascia dubbi ma neppure scelte. Narciso come un bambino. Narciso che scappa e mi vuol far scappare. Narciso che oggi mi ha riempito i polomoni d'aria e il cuore di brividi. Narciso che oggi non ha permesso che venissi divorata dai miei cupi terrori.

Credo. E non so perchè. Ho piccole cose nelle mani.
Narciso, l'unica cosa che mi fa stare bene oggi, con la certezza che non durerà e l'incertezza che dona un po' di tenero abbandono dopo tanto tempo.

E sei dolce. E vedo che mi ami. Vorrei con un soffio accompagnarti nei sogni, per non farti cadere nelle illusioni. Perchè se anche sono cambiata e lo sono i miei sentimenti, abbracciata a te sono stata del tutto autentica.
06/12/2000 "


Cosa vi posso augurare...

Cosa vi posso augurare..
Il Natale è passato, siamo più o meno sopravvissuti al delirio pantagruelico di cibo bisunto e regali incartati male. Di ricicli vergognosamente ostentati e di pensierini fatti in serie inviati via sms. Mi hanno fatto tanti AUGURI.. ma cosa mi hanno augurato? FElicità prosperità, morte improvvisa, atroci sofferenze.. cosa?! Cosa implica la parola AUGURI? Cosa devo scegliere di volete per Natale, e attenzione, solo ed esclusivamente per Natale?!
Io voglio tutto.
Voglio ridere fino a stare male di fronte alla pochezza degli altri.
Voglio scartare i miei pensierie fino a che le mani non mi sanguineranno.
Voglio sentirmi fragile quando sciogliendosi mi chiama "piccolina". Io, che non permetto a nessuno di proteggermi.
Voglio restare a bocca aperta a guardare il fiato congelarsi nel freddo della notte.


"Voglio che il mio cuore batta sempre e voglio la vita addosso, il cielo sopra, la sabbia sotto e l'amore sempre tra le mani come un gelato al limone mangiato in riva al mare in un pomeriggio di maggio quando il più bello sta per cominciare e continuare come prima, così veloce e così immortale"
Isabella Santacroce "Fluo"

Musa (stanca di essere)

Una volta hanno scritto di me.
Erano parole di velluto, di cui mi compiacevo. Ma non sono più colei che è impressa in quelle pagine, sembra siano passati millenni. E forse lo sono. A quel tempo non sorridevo spesso, per darmi un'aria misteriosa, per mascherare il mio vero essere.
Però deve essere un vero onore, avere qualcuno che racconta di te. Anche se svela lati di te che andrebbero tenuti nascosti, anche se non saprai mai realmente come appari nei pensieri altrui. Credo che potrei scrivere di una certa persona per ore. E non l'ho fatto. E forse non lo farò mai, perchè questa abitudine appartiene anch'essa al passato, mentre lui è un vago presente e io non vedo un futuro. Avrei parole sembre nuove per descriverlo, avrei idee e nessuna certezza, avrei solo sensazioni e l'impressione di essere ridicola.
Dovrei scrivere di me, ma a che pro? Non sono mai stata brava a definirmi, le mie parti cozzano tra di loro come iceberg con un frastuono assordante nel cervello. La visione distorta sarebbe fuorviante e poco interessante per il lettore.
Non sarò mai musa, nè scrittrice. Ritrarrò ridendo espressioni in disegni ma nessuno lo farà per me. Un giorno forse tornerò a stupirmi per le piccole cose e a scrivere di uno sguardo che scava nella mente e nel cuore. Ma non è tempo di affondare..

Round Here...

Sono sempre in difficoltà quando mi rivolgono una certa domanda.
"Qual è la tua canzone preferita?"
Diamine! Avrei preferito uno stupido quesito da telequiz oppure una dissertazione sui massimi sistemi a cui avrei dovuto dare una logica. Ma una domanda come questa.. come si fa?! Le canzoni sono sempre troppe, me ne tornano in mente a manciate, vivo dentro tantissime melodie e non saprei mai cosa scegliere. Credo si tratti di periodi, d'altronde spazio tra generi totalmente diversi a seconda del mio stato d'animo del mio stare al mondo. Una canzone sola non esiste, perchè comunque troppe canzoni sono mie.
Ho sempre avuto un sogno, forse un po' stupido e figlio della mia cultura cinematografica che spesso distorce la realtà: avere un sottofondo. Ci pensate che bello? Come nella migliore inquadratura, la situazione giusta et voilà, da non so dove parte la musica come sottofondo (extradiegetica, ovviamente)! Sarebbe perfetto.. la poesia portata al limite, il dolore sottolineato dalle note, ogni passo scandito dal ritmo.
E invece ho solo le cuffiette del mio Ipod nelle orecchie..

Step out the front door like a ghost
Into the fog where no one notices
The contrast of white on white

And in between the moon and you
The angels get a better view
Of the crumbling difference between wrong and right

I walk in the air between the rain
Through myself and back again
Where? I don't know
Maria says she's dying
Through the door, I hear her crying
Why? I don't know

Round here we always stand up straight
Round here something radiates

Maria came from Nashville with a suitcase in her hand
She said she'd like to meet a boy who looks like Elvis
She walks along the edge of where the ocean meets the land
Just like she's walking on a wire in the circus
She parks her car outside of my house, takes her clothes off
Says she's close to understanding Jesus
She knows she's more that just a little misunderstood
She has trouble acting normal when she's nervous

Round here we're carving out our names
Round here we all look the same
Round here we talk just like lions
But we sacrifice like lambs
Round here she's slipping through my hands

Sleeping children got to run like the wind
Out of the lightning dream
Mama's little baby better get herself in
Out of the lightning

She says, "It's only in my head"
She says, "Shhh, I know it's only in my head"
But the girl on the car in the parking lot
Says: "Man, you should try to take a shot
Can't you see my walls are crumbling"

Then she looks up at the building
And says she's thinking of jumping
She says she's tired of life
She must be tired of something

Round here she's always on my mind
Round here I got lots of time
Round here we're never sent to bed early
Nobody makes us wait
Round here we stay up very very late

"Round Here" Counting Crows

sudo sudo ma...

Ho sempre avuto un pessimo rapporto con le palestre. Sono pigra di natura e mi tengo sempre a debita distanza da certi ambienti, mi spacco volentieri la schiena solo per la danza ma di certo non starei mai ore a tirare su pesi per niente o a correre come un'ossessa su una macchina infernale. Per il bene comune però ho deciso di iscrivermi ad un corso di fitboxe e questo è il prezzo da pagare: LO SPOGLIATOIO!
Ecco, odio gli spogliatoi (quelli femminili ovviamente, negli altri non ci sono mai stata anche se sarei curiosa). Quelle panchette gelide che sembrano sempre sul punto di alzarsi dal lato opposto a quello in cui ti siedi. Gli armadietti da scasso, regolarmente strapieni di cose e gli appendini zeppi (ma quanta roba si portano queste qui in palestra?! non avete un borsone??). E poi ci sono le docce.. in 25anni di vita credo di non aver mai fatto una doccia in spogliatoio, piuttosto me ne corro tutta sudata e puzzona a lavarmi a casa nel mio bagnetto! A parte che ho sempre paura del Nemico dell'Igiene che mi attende al varco, o comunque del Fungo Fantasia... Poi c'è anche un altro dubbio che mi porto dietro da anni:  ma perchè cavolo tutte le docce sono aperte?????? Costa così tanto mettere una tendina?! la pago io, giuro, ma non vedo perchè le mie pudenda insaponate debbano essere in eurovisione!!
Altro elemento che dissuade il più a frequentare le palestre sono le GNAGNE, dicesi ragazzotte non più adolescenti, fasciate in completini di lycra che tolgono con la lentezza di un bradipo mentre chiacchierano con le amichette fisicate come loro. Il tutto si risolve in un girare di chiappe etc al vento con conversazioni da pollaio all'insegna della carne esibita! Ora, ma perchè piazzarvi davanti a me tutte ignude a blaterare le vostre cazzate, proprio io che mi vergogno e me ne sto ranicchiata nel mio posticino a cercare di cambiarmi in modo decente senza mostrare miserie a nessuno?! Sono delle vere carogne, non c'è che dire.
Mi sto convincendo, il vero dramma non è fare fatica in palestra, è riuscire ad uscire con la dignità integra dagli spogliatoi..

per amore, solo per amore..


...diceva la canzone di Vecchioni "ma più bello di averti è quando ti disegno, niente ha più realtà del sogno"...

Ma nei miei disegni non trovo più soddisfazione, non riesco ad accontentarmi. C'è chi è più bravo di me con le immagini, il che è senza dubbio una fortuna, e c'è anche chi è più bravo di me coi sentimenti.



Mi rendo conto, con l'avanzare del tempo, di non essere in grado di esprimermi.
Senso atroce di frustrazione.
Appunto, questo necessita di spiegazione: non riesco ad esprimere i miei sentimenti, più precisamente il mio affetto. Sono una persona dannatamente pragmatica, e molto chiusa. Non so fare gesti plateali, di solito mi esprimo a fatti e questi invece valgono sempre poco. E' una sensazione soffocante sapere di avere tante cose da dire e non riuscirci, il fiato si ferma in gola e poi torna giù a premere nel petto. E la colpa è tutta mia, non posso prendermela con nessun altro.

Ma che dolore..

Altro giro, altra canzone. Manciate di parole degli altri per chi non le potrà mai sentire..

Sarai distante o sarai vicino
sarai più vecchio o più ragazzino
starai contento o proverai dolore
starai più al freddo o starai più al sole

Conosco un posto dove puoi tornare
conosco un cuore dove attraccare

Se chiamo forte potrai sentire
se credi agli occhi potrai vedere
c'è un desiderio da attraversare
e un magro sogno da decifrare

Conosco un posto dove puoi tornare
conosco un cuore dove attraccare

Piovono petali di girasole
sulla ferocia dell'assenza
la solitudine non ha odore
ed il coraggio è un'antica danza

Tu segui i passi di questo aspettare
tu segui il senso del tuo cercare

C'è solo un posto dove puoi tornare
c'è solo un cuore dove puoi stare

"L'assenza" (Fiorella Mannoia)

esisto negli occhi degli altri?

Stavo riflettendo sul "problema" (ah, fossero questi i drammi della vita) della visibilità dei blog. Già, perchè si inizia a scrivere i blog per farsi leggere, nella speranza che a qualcuno interessi sprecare qualche minuto di connessione a leggere sfoghi personali/profonde riflessioni/resoconti di gironate di shopping e chi più ne ha più ne blogghi. Il fatto è: dove trovare questa gente?! Personalmente me ne vado per gli spaces a leggiucchiare e commentare quando trovo persone o scritti interessanti, per il resto me ne sto rincantucciata qui a scrivere i miei deliri di onnipotenza.
Prima ero in una community che mi ha procurato più di un'orticaria, tale Giovani.it (e se la conosci la eviti): il regno dei maniaci, dei discoman e delle pseudososia di Melissa P. da quattro soldi, un vero incubo per chi si consideri almeno un gradino più in alto di una capra nella scala sociale. Ma tant'è che, sebbene odiata (molto) e amata (da pochi ma buoni) lì c'era un giro di letture e commenti mica da scherzo.
Però come il gatto che si morde la coda me ne starò qui a fare queste riflessioni da sola, a quanto pare..

bufera di festa..

Odio il Natale.. è così grave??

Non sento per nulla il clima natalizio, non è così rilevante come festività religiosa.. non sento il bisogno di addobbi e canzonette, non sono felice per un nonnulla, faccio i regali perchè devo (la maggior parte) e solo pochi sono con il cuore (ma li farei comunque, anche se non fosse Natale). I miei dicono che sono una persona orribile per questo, una specie di Grinch mutante e che faccio schifo (che carini) ma per me il Natale è la festa della facciata, del dover essere felici per forza anche se dietro ci sono un sacco di schifezze, dell'ipocrisia.
Lo so, è un quadretto triste, ma sono così...




l'esercito dei mantenuti

Capita che uno prima o poi si voglia laureare.
(in effetti capita anche di no, oggi in corridoio mi è stato offerto di scambiare i 4esami che mi mancano con un mio amico che li ha già finiti però vuole restare all'università.. sono davvero tentata Bomma, sappilo!)
Dopo una miriade di esami che definiscono piccoli perchè portano solo 3 crediti, ma che hanno sempre una giusta mole di costosissimi libroni da studiare e cui risultato varia a seconda dell'umore del prof, si arriva in vista del traguardo finale. E io parlo di quell'inutile pezzo di carta che ti trovi in mano dopo i 3 anni, raggiungibile solo attraverso il passaggio obbligato che risponde al nome di tesi. Anzi no, come si chiama ultimamente: elaborato finale (giusto per farti capire che quelle 20 cartelle inutili valgono veramente una cippa).
Ok.. ma dopo?? Oggi ho assistito ad una laurea e mi sono convinta che quando discuterò la mia mi rideranno dietro (dato che la faccio su Ratman, storia del fumetto) e poi con un sonoro calcio nel sedere finirò a passare la lucidatrice nel chiostro dell'Università.. ma solo se mi andrà davvero bene!
Che ansia, che ansia atroce!